Tra Italia e Turchia: mobilità, ricerca e pratiche musicali a confronto

Dal 16 al 22 febbraio 2026 il Conservatorio G.B.Martini di Bologna ha partecipato al programma di mobilità di studio e di scambio culturale, in Turchia, presso la Hacettepe University di Ankara, ai fini di un approfondimento delle conoscenze in termini di produzione di forme innovative di ricerca, di metodologie storiche e musicologiche che riguardano le connessioni musicali tra Italia e Medio Oriente.

Il programma di mobilità breve ha previsto la partecipazione degli studenti a workshops, seminari, masterclass in un contesto internazionale molto significativo e un’approfondita analisi delle relazioni Italia-Turchia considerando gli aspetti connessi alla musica antica, rinascimentale, barocca e tradizionale; ha inoltre previsto la partecipazione di docenti in attività di insegnamento, affiancamento alla docenza, organizzazione di workshop congiunti e conferenze, masterclass, job shadowing in un contesto internazionale molto significativo e un approfondimento delle relazioni Italia-Turchia considerando gli aspetti connessi alla musica antica, rinascimentale, barocca e tradizionale.

Responsabile della Mobilità - Prof.ssa M.L. Baldassari

Attività storico-musicologiche comparative

Durante la mobilità, una parte significativa delle attività è stata dedicata all’approfondimento storico-musicologico, con particolare attenzione all’analisi comparata tra le tradizioni musicali italiana e turca. Studenti e docenti hanno esaminato fonti teoriche, contesti culturali e pratiche esecutive, ripercorrendo un arco cronologico che va dall’antichità fino all’età barocca.

L’indagine si è concentrata sulle pratiche musicali medievali, sugli sviluppi rinascimentali e sulle trasformazioni stilistiche del periodo barocco, mantenendo costante il confronto tra le due aree geografiche.

Questo percorso ha consentito di evidenziare sia le specificità delle due tradizioni sia le influenze reciproche e i punti di contatto.

Attività pratiche e performative

Accanto allo studio teorico, le attività hanno previsto un’intensa dimensione pratica, articolata in workshop e masterclass.

I partecipanti hanno approfondito le pratiche esecutive della musica antica, sperimentando direttamente tecniche interpretative storicamente informate.

Particolare rilievo è stato dato all’improvvisazione nel periodo barocco e all’applicazione del basso continuo, elementi fondamentali per la comprensione della prassi esecutiva dell’epoca.

Inoltre, sono state esplorate le possibilità di trasferimento di tecniche strumentali storiche, come quelle della viola da gamba, al repertorio e alla pratica del violoncello moderno e di altri strumenti ad arco.

Attività comparative interculturali

Un elemento centrale del progetto è stato il confronto tra diversi contesti culturali, sviluppato attraverso studi comparativi sugli stili di canto e sulle pratiche musicali.

Le attività hanno analizzato le modalità espressive proprie delle diverse tradizioni, mettendo in relazione approcci interpretativi, sistemi musicali e modalità di trasmissione del sapere musicale.

In particolare, è stata approfondita la dimensione dell’improvvisazione come pratica condivisa ma declinata in modi differenti nei contesti italiano e turco, favorendo una comprensione più ampia delle dinamiche interculturali.

Attività contemporanee e interdisciplinari

Il programma ha incluso anche una riflessione sulla musica contemporanea, con un focus sugli sviluppi compositivi in Turchia e sulle relazioni con il panorama musicale italiano. Questa prospettiva ha permesso di collegare le radici storiche alle pratiche artistiche attuali.

In tale contesto si inseriscono momenti performativi e laboratoriali, come il workshop e concerto dedicato ai “suoni circolanti” tra Oriente e Occidente, che ha rappresentato un’occasione concreta di sperimentazione artistica e di dialogo tra linguaggi musicali differenti.

Attività didattiche e cooperazione accademica

Parallelamente alle attività rivolte agli studenti, il progetto ha previsto un intenso scambio tra docenti, finalizzato al rafforzamento della cooperazione accademica.

Le attività hanno incluso momenti di insegnamento, co-docenza e affiancamento, oltre all’organizzazione congiunta di workshop, seminari e masterclass.

Il job shadowing ha consentito un confronto diretto sulle pratiche didattiche, favorendo lo scambio di metodologie e buone pratiche. Questo processo ha contribuito sia alla crescita professionale dei docenti sia al consolidamento delle relazioni istituzionali tra le due realtà accademiche.

LE INTERVISTE

Le interviste danno voce alle esperienze di Margherita Minardi e Cecilia Gargano, studentesse del Conservatorio G.B. Martini di Bologna. Attraverso i loro racconti emergono impressioni, riflessioni e momenti significativi vissuti durante il percorso, offrendo uno sguardo diretto e personale sull’esperienza formativa e culturale.